Una ricerca paziente e sistematica in archivi privati e di famiglia ha permesso a Roberto Borroni di ripercorrere alcune storie degli anni eroici dell’automobilismo, in particolare quella di Fangio.

Il campionissimo ha rivelato più volte con gratitudine, stima e affetto, come le sue vittorie fossero in buona parte dovute alla magia del mantovano Amedeo Bignami.

Il meccanico lo aveva guidato in qualità di direttore tecnico alla conquista del primo dei suoi cinque titoli mondiali di Formula 1.

Ecco come è nato Il meccanico di Fangio, sono i ricordi, le amicizie, il vissuto, a essere narrati con intensa partecipazione da Borroni (nipote di Bignami). Il libro che procede come un romanzo, intende raccontare e svelare vicende insolite e strane come il rapimento del pilota argentino alla vigilia del Gran Premio di Cuba del 1958 ad opera dei guerriglieri di Castro. Una ricca e a volte inedita documentazione fotografica, scorre parallela alla biografia del geniale meccanico, scandita dai rapporti professionali e umani intrattenuti con tre eccezionali figure: Tazio Nuvolari, Achille Varzi, Juan Manuel Fangio.





















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